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…New York è sempre New York…

Il primo e forse unico post che vi chiedo di leggere con in sottofondo una canzone (link)…

…non so perchè ma il mio iPod me l’ha inculcata la prima mattina, quando fresco di vestito nuovo appena comprato e scarpe eleganti scendo sulla seconda per andare a un meeting. Beh…brividi…gli occhi mi brillano, il gelo mi taglia le orecchie, le auto riempiono la strada…i taxi sono ovunque in questa città che sembra proprio non dormire mai.

Mai vissuto un lunedì mattina New Yorkese in inverno…gran bella sensazione…in particolare perchè quando giro un pò la testa verso l’altro vedo….la foto praticamente! Sarò ripetitivo e forse un pò troppo sempliciotto, ma a me la visione del grande e dell’imponente piace…e l’idea di esserci…lì…in quel preciso istante…ancora di più!

Grazie NYC…grazie ancora per avermi fatto sentire un pochino importante…

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L’oracolo dell’ostello!

Uno dei personaggi più strani e al tempo stesso più interessanti che abbia mai incontrato nella mia vita. Non so il suo nome, o meglio me lo ha detto ma non me lo ricordo. La sua presenza nella sala da colazione è stata una costante della vacanza. La sua giornata tipo vista dall’esterno:

Verso le 18 arriva nell’ostello, si siede nella solita sedia vicino la porta d’ingresso, porta con se cibo (solitamente  roba per toast o cocomero o frutta varia) e osserva tutto e tutti. Se non ti conosce la prima domanda è “Where are you from?”…penso che in questa maniera lui possa capire chi più o meno sei e adeguarsi a te…che non è poi una cosa stupida in quanto chiedere il nome non mi dice poi niente…niente so di più di quella persona…diciamo che è un algoritmo che adotterò anch’io prossimamente con le persone.

Tornando a lui…ho provato a chiedergli che lavoro faccia ma non l’ho capito, dice di vivere a NYC ma allora perchè stare in un ostello e non in una casa in affitto o qualcos’altro? Non so…misteri…come è un mistero anche il fatto che porti con se libri impegnativi…da Einstein a Planck…da Hegel a Schopenauer…ogni cosa…lui conosce ogni cosa…

Una sera stava aprendo il contenitore per il cellulare con un coltello, mi ha suggerito di bere del latte per far passare un crampo alla gamba, guarda la televisione messicana interessato pur non sapendo nemmeno  una parola di spagnolo.

Praticamente un genio…una persona che saprebbe raccontarti storie fino allo sfinimento…un buon uomo con, in my opinion, tanto tempo libero.

Un uomo…un perchè….

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Ri-Nato il 4 Luglio

Cosa c’è di meglio che trascorrere il 4 luglio negli States? Cosa c’è di meglio di essere a New York il 4 luglio? Cosa c’è di meglio di essere il 4 luglio nella grande mela, la tua nazionale vince la semifinale nel pomeriggio e tu sei invitato a sorpresa da due ragazzi californiani incontrati nell’ostello ad una festa in un ipotetico attico di Manahattan vicino al Madison Square Garden? Cosa c’è di meglio di scoprire che tutto è vero, che non era solo una cazzata sentita appena sveglio mentre ci si sta preparando per uscire, che questo Corey ti telefona due volte perchè non ti riesce a trovare tra il Madison Square Garden e la Penn Station? Cosa c’è di meglio che entrare in questo lussuoso Olivia Palace, fare la fila per l’ascensore (l’unica fila che non mi è scocciato fare!!!) e salire fino al 36° piano e poi…musica, gente e beveraggio vario che ti aspetta? Beh..non è stato un sogno, ma solo la prima parte di una serata che si è chusa in bellezza in un pub con musica anni 80 sulla third avenue.

Manahattan sotto di noi…l’Empire State Building quasi alla stessa altezza, fuochi d’artificio visti dall’alto. A me e Baldo sembrava di essere in un film, per farvi capire non c’è Pineta o AcetoDivino che tenga…ma proprio non c’entra niente, sentirti al top di una della città più importanti al mondo, nel giorno più importante per la stessa è un  qualcosa di indescrivibile!

I due ragazzi? beh i numeri uno, simpatici, tranquillissimi, due maestri delle scuole superiori, uno di San Diego, l’altro di San Francisco…il prossimo anno sono già stati invitati per un bel tour in riviera e nelle grandi città italiane!

Beh a me e a Baldo ci si è mozzato il fiato per un attimo nel vedere che ad una festa dove da noi forse forse Vieri aveva la riduzione per entrare, a New York c’erano due ingegneri italiani che alloggiavano in un ostello nella MIdtown di Manahattan ed allo stesso tempo vivevano un party in una location assolutamente irripetibile in qualsiasi parte del mondo!

Dio c’è

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I’m back!!!

Sono tornato dopo una delle vacanze più massacranti della mia vita. In cinque giorni ho battuto ogni mio record personale: di camminata, di dormire poco, di emozioni per la propria nazionale.

Voglio e devo assolutamente incominciare la serie dei blog circa New York menzionando la memorabile giornata in cui l’Italia vinceva contro i tedeschi e gli Stati Uniti festeggiavano l’indipendenza. Provate a immaginare: io e Baldo in Little Italy tre ore prima del match, cercando un posto in cui si vedesse la partita in schermi più o meno grandi, si mangiasse italiano e si spendesse il giusto. Intorno a noi..gruppi di italiani che vagavano senza sosta con lo stesso obiettivo in mente..quasi come persone che vivono per un solo scopo. “La Mela” è il locale scelto per il grande evento: tovaglie di carta, menù italiano, aria condizionata e schermi piatti al muro…tutto quello che ci vuole per una partita importante come quella. Filippo (un phd ingegnere elettronico di Reggio Emilia) e Giorgio (un vacanziere di Milano) si sono seduti al nostro tavolo e con noi hanno gustato la mitica partita contro i tedeschi. Urla, schiamazzi, parole italiane americanizzate e parole americane italianizzate tutte intorno a noi!!! Un vecchio impazzito, gente ovunque con la maglia italiana…al 118′ il putiferio. Dentro il locale pieno di gente, chiuso per non far entrare nessun altro, nel momento in cui Grosso tocca la palla qualcosa si ferma per un attimo e tutti aspettano la rete che si gonfia. L’esultanza del giovane calciatore del Palermo ricorda tanto quella di Tardelli qualche anno fa…chissà che non porti bene.

Tutta Little Italy scende sulle strade, parate di italiani impazziti ovunque…cose che in una normale New York non possono accadere. Le strade erano chiuse alla italiana (come nei nostri centri storici…cosa che non viene nemmeno concepita dagli americani), ristoranti tutti pieni, gente fuori di testa.

FORZA RAGAZZI!!!

P.S.

E’ la prima volta da quando sono negli USA che vedo una tovaglia, non sto scherzando…perchè noi italiani dobbiamo essere sempre i migliori?

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