Posts Tagged New York City

Going out: Nikki Beach

Nikki Beach: 3rd avenue e 50th st, NYC

Il nome inganna…infatti non si tratta ne di un locale sulla spiaggia, e tantomeno di un bagno al mare…Nikki Beach sta nel bel mezzo di Manhattan, Midtown. Questo locale è un pò tutto: ristorante, lounge, club…a seconda degli orari si trasforma. Io ci sono stato di Venerdì (anche se la serata principale mi hanno detto essere il Giovedì) ed era bello pienotto, selezione non troppo rigorosa all’ingresso e bella gente. L’interno è molto carino…piante e cuscini bianchi ovunque; bella anche la musica…non la solita house che dopo un pò stanca con l’aggiunta di qualche mashup nuovo nuovo.

Beh la serata è andata piuttosto bene dal momento che, per un motivo o per l’altro, mi sono trovato proiettato al tavolo rialzato con tanto di rarissima caraffa di Mojito, bottiglie di Prosecco e la solita Vodka+succhi da nausea.

Beh..è ufficiale..la canzone dell’estate NYese è senza dubbio questa…ma va così tanto anche in Italia?

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Going out: Marquee

Marquee: 10th avenue e 27th st, NYC

Il “padiglione” (così sarebbe la traduzione del nome in italiano) è uno dei club più conosciuti dai giovani di NYC e non solo. La selezione all’ingresso non è pesante…si può entrare con scarpette da ginnastica e maglietta senza problemi. L’interno è molto simile a quello dell’Energy: saletta centrale con divanetti che delimitano la pista, sala house sotto pop sopra e due scale che portano al secondo piano…peccato però che sia nel bel quartiere Chelsea di Manhattan e non nella frazione Valverde di Cesenatico.  Serata principale il Venerdì.

Beh cosa dire…tutti un gran da fare con questo Marquee ma a mio avviso non è niente di speciale, sempre molto affollato e abbastanza afoso per essere un locale americano.

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Going out: Greenhouse

Greenhouse: 150 Varick st, NYC

Gran bel locale di Soho che si distingue per le sue serate del giovedì sera. Sopra sala hip-hop e roba simile, sotto house spinta…preferirei che di fianco ci fosse la classica saletta rock ma purtroppo solo bagni super-fashion con una schiera di profumi e deodoranti da poter competere con Sephora.

E’ un club abbastanza esclusivo…un pò di fila all’entrata, qualche rifiuto causa vestiario e gente che se ne torna a casa a testa più o meno bassa…insomma tutte quelle cose che a noi romagnoli non fanno ormai più paura. Dentro è fatto molto bene…da notare gli effetti di luce (verde andante) dei faretti contro gli specchi/vetri a parete.

Un miscelato 15$ con tip incluso…ma come ho detto prima…a noi romagnoli queste cose non fan più paura…

P.S.

Scusate ma rimango frastornato, ogni volta che mi soffermo a pensare che i prezzi dei club di New York sono uguali a quelli di una balera di Pinarella. Mah…

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Lo avevo nasato già…A&F non mi freghi…

Avete mai giocato a Photo Hunt…il passatempo delle differenze reso famoso, qualche anno fa, dall’installazione dei touch screen in alcuni luoghi d’incontro (salagiochi, pub, ecc.)? Beh…allora provate a trovarmi le differenze tra Abercrombie and Fitch e Hollister Co!

Beh..io ne listo alcune:

  • Il simbolo è diverso. I primi hanno un cervo, i secondi un gabbiano
  • Uno è dice di essere di NYC, l’altro della California.
  • Uno ha all’ingresso dei ragazzi/ragazzini a petto nudo con regolarmente una “tartaruga” sullo stomaco che indossano jeans, l’altro ha all’ingresso dei ragazzi/ragazzini a petto nudo con regolarmente una “tartaruga” sullo stomaco che indossano pantaloncini da mare.
  • Uno ha musica birrissima a tutto volume, l’altro ha musica più folk a tutto volume
  • Uno ha arredamento con legno scuro, l’altro arredamento con legno scuro più surf

Insomma…pure sforzandomi, non c’ho vistro troppo di diverso…così da astuto frequentatore di internet, vado su wiki e cosa ti trovo? Questo link e tutto è più chiaro: praticamente fanno parte dello stesso gruppo, e (penso io) in modo tale che la gente non smetta di comprare le magliette con scritte e simbolo A&F (non hanno tanta varietà), almeno può andare a comprare le STESSE (e stesso prezzo!) ma con scritta e simbolo Hollister Co. Torna tutto!

Inoltre avevo già legato al duo sopracitato anche Gilly Hicks: qua vendono sopratutto roba da sotto ma per quanto riguarda l’aspetto del locale, commesse e musica siamo agli stessi livelli.

Insomma…non sono un esperto di marketing ma penso che questa pacchettizzazione del prodotto sia tanto efficace quanto ridicola…ma va beh…finché orde di italiani (tra i quali un pò mi includo anch’io, più nell’acquisto che nell’accanimento al locale) continuano ad assediare il negozio della 5th avenue (vicinissimo a Central Park)…nemmeno io cambierei!  [per inciso…se siete italiani in vacanza o per lavoro a NYC e sentite nostalgia di casa, e volete trovare gente italiana con cui parlare e forse spendere la giornata, beh mettetevi di fuori da uno dei due negozi A&F e troverete pane per i vostri denti..io in 15 minuti di osservazione di quelli che uscivano ho ricavato una percentuale del 45% italiana..che roba!]

Cosa mi rimane da dire…buoni acquisti uguali a tutti!

P.S.

Un consiglio per chi si dovesse recare nella grande mela…se dovete andare da A&F, provate quello tra la Fulton st e Water st, in Lower Manhattan..vicinissimo a Wall St..c’è una bella zona pedonale piena di altri negozi, marche, musei e buoni ristorantini da brunch o pranzo…con in più il porto e la possibilità di bere birra all’aria aperta (o meglio…non ti dice niente nessuno…non so però se è legale).

Hollister? Quello lo trovate sulla Broadway…non mi ricordo a che altezza ma mi sembra nei dintorni di Spring st (qualche blocco sopra Chinatown…insomma camminate da Canal st. sulla Broadway e la trovate).

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Mentronome @ Union Square

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Una delle più belle opere d’arte di strada che abbia mai visto nella grande mela (a no però, l’Empire State Building di Meccano davanti al Rockfeller Center non era male)…più che per l’aspetto estetico, per il significato implicito e per il mistero che cela dietro quei numeri. Il tempo, questa variabile con un solo verso e direzione, e la relatività, un concetto così vecchio ma sempre così attuale, racchiusi in un unica stringa digitale nel lato sud di Union Square.

Come si legge? Ho detto tempo e quindi le prime due cifre rappresentano le ore (alla europea), la terza e la quarta sono i minuti, poi si va verso i secondi (2 cifre + 1 dopo la virgola). E poi? Ho detto relatività quindi il resto lo dovreste capire da soli…

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Going out/Gusto: Tao

Tao Restaurant: 58 st tra Park e Madison

Premetto che non sono stato dentro più di 1 oretta e che la mia presenza in questo locale è stata del tutto occasionale. Certe cose credo possano succedere solo in questa città dal momento che la prenotazione per un tavolo in questo super ristorante asiatico è stata palesemente regalata al gruppo da una coppia americana dall’aspetto strafottent in prossimita di un ascensore (non ricordo bene dove, zona Times Square però) quando all’approccio suo del tipo: “Siete vestiti bene stasera. Già pronti per uscire?” noi rispondiamo: “Mah…boh…” e allora lui ci fa: “perchè non andate al Tao, ho una mia prenotazione che dovrò al più presto cancellare. Date il mio nome e dite che io sono un pò in ritardo…che arrivo a minuti”. Detto fatto…taxi…e da Times Square ci siamo fiondati in questo fantastico ambiente dominato da un Buddha gigantesco, luce da atmosfera e piatti che solo all’aspetto…mi facevano impazzire.

Avevamo già mangiato, quindi ci siamo fatti degradare il tavolo da ristorante a lounge, e via con i drink: io sono partito con un Mojito servito con anche il bastoncino per pestare…non lo fanno solo qui…però faccio per dire! (No…niente birra qua…mi sono trattenuto)

Bella esperienza…e bello anche il conto. Ma si…tanto si vive una volta sola…

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Chapter 3: NYC 2009

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Finalmente trovo il tempo per mettere a posto un pò le cose anche on line…e incominciare così a scrivere questo terzo capitolo della mia esperienza americana.  Ricapitolando, dopo Penn State+Florida del 2006, e dopo NYC del 2008, volto pagina e scrivo NYC 2009.

Ebbene sì, come preannunciato nel fugace post di una settimana fa, mi sono trasferito ancora ai margini della Grande Mela…Westchester per la precisione…in mezzo a quel nulla tutto verde e cerbiatti che sta poco sopra il caro e vecchio Bronx e a 45 minuti di treno da Manhattan. Cosa ci faccio? Beh..lavoro/studio/networking/divertimento…ormai non so nemmeno io come classificare la mia posizione…come vedermi all’interno di una società che a tutti i costi  cerca di non farmi sognare grazie alle parole “crisi”, “contratti a progetto”, “febbre suina” (cosa c’entra? …allargate il concetto). La smetto subito..altrimenti divento troppo filosofico…e non è lo scopo di questo post!

Novità rispetto ad un anno fa? Beh..fammici pensare..stessa casa, stesso luogo, stesso lavoro, stessa gente (a parte qualcuno licenziato), stessa grande amicizia con Joe (una costante positiva della mia esperienza americana)…ah sì…a parte la fotocamera evidentemente rotta (come si può notare dalla foto del post in quel di Wall Street…bene…almeno ho la scusa di comprarne una nuova. Qualche suggerimento?…Best Buy arrivo!) beh gli USA sono cambiati…sembrano aver subito il colpo economico e al tempo stesso aver assunto una consapevolezza diversa…forse anche grazie al loro grande presidente. Naturalmente posso sbagliarmi, ma dopo 10 giorni che sono qua…qualcosa penso di aver già capito. Vedremo…

Cos’ho fatto fino ad ora? Lo racconterò nei prossimi post (uno al giorno come sempre) altrimenti mi brucio tutto subito…

…Stay tuned folks!

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