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Viva Lanciano

E’ bello quando amicizie nate all’estero vengono poi continuate in Italia…è buffo che prima si stava a discutere di ideali e speranze a New York lungo la 5° strada (scritto così mi fa schifo..però è italiano) e poi, qualche mese dopo, ci si scambia un paio di idee circa “quanto è indietro l’Italia” o “quanto è buono il pane abruzzese” su via dei Frentani (diversa lunghezza..e altezza rispetto alla Avenue). E’ sì perchè Lanciano (come un pò tutti i borghi dell’Italia di mezzo) è uno di quei paesi con un grande fascino architettonico e artistico ma che ormai a “noi” autoctoni risulta essere scontato. A parte tutto, Lanciano si è rivelata una vera sorpresa per un romagnolo delle colline come me…la definirei un paesone di 36.000 abitanti con la pretesa di essere città ma con la consapevolezza di essere campagna. Così però potrebbe suonare male…qui 5 punti che possono rendere l’idea:

  1. Giro di Lanciano: in 25 minuti netti si fa il giro del centro (Lanciano vecchia) a piedi da porta a porta (spettacolare la porta di S. Biagio) ma per le festività, la pro-loco o più verosimilmente il sindaco (che ho visto attraversare la strada un mattino…cose che succedono qua) ha affittato un trenino a motore con una carrozza, che al costo di 1€ ti faceva un tour completo del centro (scalini permettendo). Una sorta di Sightseeing Tour per le feste.
  2. Il Guido Biondi come il Maracanà: 6500 posti alla temperatura di -8 °C costanti d’inverno e forse un confortante +10 °C d’estate…forse il posto più freddo della terra. Bella però la posizione e non male come struttura. Complimenti ai ragazzi della curva, presenti fin dal mattino fuori dal cancello, pronti a spalare la neve se necessario, pur di far giocare una squadra rimaneggiata a dir poco.  Emozionante rivedere in campo Sacilotto nonostante il devastante 1-5 della Reggiana. Gli almanacchi dicono che una sconfitta così non si vedeva da decine e decine di anni…spero di non aver portato sfiga!
  3. Il Miracolo: la Lanciano piena di sorprese cova anche un famosissimo (a quanto pare a tutti tranne che me) Miracolo Eucaristico, con l’ostia e il vino che un bel giorno si sono trasformati rispettivamente carne e vino (il contrario sarebbe assurdo…). Il tutto visitabile al prezzo di 0 € come solo un paesotto credente può fare (a Roma ci avrebbero aperto un business attorno spaventoso). Complimenti a Lanciano, anche perchè è un miracolo riconosciuto ufficialmente dalla Chiesa, che a suo malgrado…non è mai andato a visitarlo. Su su…papaRaz…invece di saltarti addosso…c’è caso che i lancianesi ti offrano un pò di affettati locali.
  4. All’insegna della neve e del mangiar bene: una pazzia partire in macchina quel weekend (con “quel” definisco il weekend del delirio di neve al nord e ghiaccio ovunque), ma poi non mi sarei gustato la fantastica A14 disastrata marchigiana, lo spettacolo della costa pescarese, l’emozione al casello di Lanciano (18 € Cesena Nord – Lanciano). Fatto sta che a Lanciano ha poi nevicato per qualche ora, ma per fortuna (o per sfortuna) la temperatura si è abbassata talmente tanto che nemmeno la neve riusciva a scendere più e solo un buon Masciarelli ti permetteva di stare fuori dai localini tipici del centro senza assiderare. Uno sopra tutti: un’enoteca a fianco della piazza principale (c’è un piccolo tunnel da attraversare), posto numero uno per aperitivi a base di buon vino e prodotti tipici locali in misura smodata.
  5. Un MUST: dopo 2 ore di Lanciano non puoi non accorgerti di un minimo comune multiplo che associa tutti i residenti: le Timberland. Incredibile ma vero ma ho calcolato, dopo un’attenta osservazione durante più ore del giorno, che almeno il 45% dei maschi e il 40% delle femmine indossano (in questo periodo) le Timberland classiche gialle (vedi foto). Se si valutano le percentuali sono devastanti, considerando che di tipi di scarpe invernali differenti sono centinaia…e che nonostante tutto la preferenza ricada su Timberland. Anche perché il prezzo di mercato, in Italia, non è così accessibile…ma qua è la moda che tira…e allora si spende quello che c’è da spendere. Il prodotto è talmente popolare che, sul corso principale, c’è pure un negozio monomarca…quasi più grande di Intimissimi e Calzedonia messi insieme. Giuro che avrei voluto parlare con i proprietari del locale…secondo me fanno sballare tutte le statistiche dell’azienda americana, che sta tentando di capire se sono dei venditori fantastici o se la gente del posto è “malata”. Poi però penso alla mia realtà cesenate, vado in centro e vedo il 50% delle ragazze con gli UGG e il 40% con gli Hunter…e capisco che tutto mondo è paese.

Il tutto conclusosi con la visione al cinema (uno dei due) di un film penoso (quello di Pieraccioni di Natale) e l’uscita accompagnata da un karaoke di 4 ragazzini che all’1 di notte (dentro un locale) stonavano una canzone di un certo Daniele Groff (l’avevo eliminato dalla memoria) che fa più o meno così.

Tirando le somme…weekend, come è stato definito dal Tonelli, “diverso” e che io definirei “rurale” ma senza dubbio da ricordare. Grande affetto da parte di tutti, clima rilassato e persone veramente socievoli e simpatiche. Mi incomincia anche a piacere il dialetto anche se a fatica lo capisco…piuttosto sto migliorando con lo slang…ma questo sarà oggetto di un prossimo post (anche se qualche parola, qua e la, l’ho già messa.

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