Archive for Massi

Ryanair..for smart people only ;)

Non è così ovvio volare. E forse non lo è mai stato…lo sanno bene i fratelloni Wright. Ma con Ryanair, al giorno d’oggi lo è ancora di più. Come sapete, mi sono recato a Londra la settimana scorsa…il solito volo super cheap Rimini – Londra che, nel finale, non risulta essere così economico per tutti…per una serie di motivi che vado a elencare in modo da non farvi anche voi ricadere in una delle situazioni che ho visto con i miei occhi in questi anni di traghettamenti europei:

  1. Non è poi così superconveniente come un tempo: chi come me ha provato Ryanair agli albori, si sarà accorto che oggi come oggi i voli superstracciati si trovano ancora ma sono senza dubbio più rari. Le tasse non te le cavano quasi mai e nei weekend tutto si alza anche a distanza di mesi. Da rivedere…
  2. Sai l’inglese?: se la riposta è NO avrai dei problemi dal punto di vista logistico (tutte le informazioni, via email o via voce, ti arrivano in anglosassone). Munirsi di vocabolario e tanta buona volontà (oltre che pazienza…)
  3. Check in on line tutta la vita: regola recente è quella di fare il check in su internet. In cosa consiste: praticamente si aspetta una email di conferma del proprio volo dal sito Ryanair, con tutti gli estremi/codici della prenotazione; con tali numeri si accede alla fase di check in e si immettono i dati del documento che si intende portare con se all’aeroporto. MI RACCOMANDO…non sbagliate cifre o numeri o entrambi..e nemmeno riportare tipo la carta d’identità e portarsi dietro il passaporto…non c’è scusa che tenga con le tipe al banco, sembra averle addestrate il sergente Hartman. Lo scotto: qualche decina di euro e passa la paura.
  4. Imbarco a priorità? No Grazie!: ma che motivo c’è se non sei una famiglia con 5 figli o una comitiva di siamesi? Prima di tutto a Rimini e Bologna (come in tanti aeroporti) ti fanno imbarcare per primo ma poi devi aspettare, rispettivamente, che si apra il portellone dell’hangar a bordo pista o che arrivi l’autobus per il trasferimento in pista. Naturalmente a quel punto il tuo vantaggio si è già tutto mangiato nell’attesa di uno dei due eventi sopracitati…per capirci..un pò come quando arriva la safety car in Formula 1 quando sei in fuga!
  5. Polizza assicurazione e puttanate varie..no dai: mai fatte perchè sempre nelle mani del destino, ma non so se ne valga la pena in una compagnia dove poi l’unico ufficio che ti risponde con verso è quello di Dublino (ritorna la criticità di prima…vedi punto 2).
  6. Dimmi dove ti siedi e ti dico chi sei: incredibile quando salgo quasi per ultimo e mi vedo ancora liberi i posti vicino alle uscite di sicurezza centrali. Larghi, lunghi…confortevoli..gli unici (a parte l’ultimo vicino al finestrino). Una pazzia a mio parere non approfittare di quelli se state scannandovi su per le scalette o avete usufruito di un proficuo imbarco veloce (o priority pass…vedi punto 4). Ah ricordate che per stare in quei posti…bisogna sapere l’inglese (criticità al punto 2) altrimenti vi cacciano..a meno che non siate dei buoni attori.
  7. I kili contano: allora..aprite le orecchie…15 kg per i bagagli da imbarcare e 10 kg per il bagaglio a mano. E non fate i soliti italiani furbetti che a casa pesano la valigia e vogliono poi convincere, sia se stessi che la bilancia, che quel 17 visualizzato vuol dire 14.5! E vi dico di più: a Stansted hanno incominciato a controllare anche il peso dei bagagli a mano..oltre alla loro forma. Occhio!
  8. Ma quanto cazzo mangiate?: come si fa, appena dopo 10 minuti dalla partenza, ad avere una fame bestia ed acquistare un panino pre-fatto e pre-riscaldato sull’aereo alla cifra di 7/8 € invece che qualcosa di più salutare o sicuramente più fresco al bar del duty free ad appena 3 metri dal gate d’ingresso? Mah…sempre stato un gran mistero…un pò come quello della gente che allo stadio va al bagno proprio quando inizia la partita.
  9. Gratta e vinci a bordo…dai su non mi fate ridere: non mi esprimo nemmeno…ma pensate a qual è la possibilità di vincere un grosso premio con un biglietto comprato su un aeroplano che fa dell’economicità la sua ragione di vita.

Va beh..forse mi sono dimenticato qualcosa..e se mi viene in mente lo aggiungo prossimamente..oppure segnalatemelo voi con i commenti…

…l’importante è che sia stato un minimo d’aiuto!

Lascia un commento

Di nuovo a Londra…

E si vola ancora a Londra…per la quinta volta nella mia vita. Periodo un pò sfigato lo so (freddo invernale e niente luci di Natale) ma non è colpa mia (forse è colpa della conferenza). Starò qualche giorno…quindi accetto qualsiasi suggerimento su ristoranti da provare e/o spettacoli da vedere. Non mi parlate di musei che stavolta non ho un gran tempo!

La foto sopra l’avevo fatta nel lontano 2004, appoggiato ad una ringhiera in modo da tenere la camera più fissa possibile…chissà se me ne verrà fuori un’altra così ben fatta!

Lascia un commento

Un altro passettino avanti…

Anche l’esame di III anno di dottorato è andato, una piacevole conversazione al fine di ottenere il nulla osta per quella che sarà la “season finale” del percorso da PhD (Aprile 2010…vi tengo aggiornati sulla data). Il bello è stato andare a cena con tutti i compagni di ciclo (il mitico XXII ciclo direi!) e con i membri del consiglio…coloro di cui hai sempre avuto un pò di timore durante gli ultimi tre anni…ma sui quali c’è sempre tempo per cambiare idea…in maniera positiva naturalmente.

Il gruppo è stato protagonista: non mi sarei mai aspettato un’unione e un affiatamento simile…e non sto parlando solo della parte più formale della cosa (stare alle presentazioni di tutti per intenderci!) ma proprio del sostenersi l’un l’altro…dell’essere insieme prima e dopo cena…del preparare, tutti, un discorso finale che rimarrà (ne sono certo) negli annali del dottorato di Bioingegneria di Bologna. Qui sotto riporto la frase che i miei compagni hanno scritto su di me…a mo’ di commento calcistico…tanto per riassumere gli ultimi tre anni in due righe e non di più:

“voto 10: grande intuito e grandi giocate d’anticipo. Si merita la fascia da capitano nonostante ai ritiri di squadra abbia preferito i campionati US. Leader.”

Beh ragazzi…il capitano (commosso) vi ringrazia…sia per tutti questi anni che per le parole…arrivate in un periodo in cui mi sono sentito dire veramente di tutto…

Comments (2)

Previously on Jannessinho…

DSC00062

Lo so…abbandonarvi così non è da vero e proprio gentleman…e nemmeno da furbo del web 2.0 dal momento che i miei “ascolti” sono calati di circa il 70%…comprensibile dal momento che è circa 50 giorni che non scrivo più una riga. Perchè? Cos’è successo? C’è qualcuno che mi ha scritto: “per fortuna ti seguo su twitter, altrimenti pensavo fossi morto”; un mio amico/lettore mi ha segnalato di essere ancora tra i suoi preferiti 4 ma molto…molto vicino all’esclusione; altri invece (vi controllo nelle statistiche e vi adoro) imperterriti a visitare il blog e vedere se la foglia si muove…

…beh…il ritorno non è stato facile…anzi questa volta un vero e proprio casino. A parte il piatto di tortellini made in mamma alle 4 del pomeriggio della domenica di ritorno (nota positiva), ho dovuto sistemare tutto in fretta e furia e partire per Como (Cernobbio precisamente) a una conferenza e visite di lavoro varie. Poi a metà settimana torno verso casa e faccio tappa ad un altro congresso (qui avevo pure una presentazione orale). Poi Octoberfest. Poi mi ammalo. Poi paper scientifico da scrivere. Poi due deadline per bandi regionali. Poi si spacca il pc. Poi bestemmio. Poi b$st$mmio. P%i b$st$mmi%. P%& b$st$mm&% ….e mi annichilisco sotto un loop negativo (in quanto ingegnere avrei dovuto dire positivo…ma poi non tutti l’avrebbero capita) dal quale penso di esserne uscito solo ora…più o meno…o forse no.

Ritorno a scrivere su una tastiera diversa (Sony VAIO nuovo di pacca…basta Toshiba!), da un luogo diverso (una Cesena vecchia di pacca…basta NYC! ) con la consapevolezza di chi ha respirato, fino a poco tempo fa, l’aria della città più bella al mondo. E’ sì, perchè come diceva un giovane avvocato del trentino incontrato fuori dal Radio City Music Hall (diciamo sulla 53esima?): “New York è una città fantastica, che ti da tutto, ma ti prende anche tutto…tempo, vita, soldi…tutto. Ma se ci sei devi vivere così, altrimenti è meglio che te ne torni a casa…”…beh quelle parole mi risultano ora più giuste che mai. New York si è presa tutti i miei risparmi (tra ristoranti, noleggi, treno, metro, shopping e clubbing), si è presa il mio tempo (ho passato tante di quelle ore in giro a camminare e osservare cose che non me lo sarei mai aspettato da uno come me), e infine si è presa la mia vita e l’ha fatta particolare…inaspettata. Quante volte mi sono trovato a camminare verso Grand Central e sovrapporre ciò che vedevo (la 42esima dalla seconda fino al ponte con la Park la so ormai a memoria…vero Tonno?), con le immagini di quando ero piccolo: il bar da Gambin, il campo sportivo dei Tigli, le giornate passate al fiume…insomma…chi l’avrebbe mai pensato che alla fine sarei finito, anche solo per un periodo, al centro di questo fottuto mondo! “E allora perché sei così melanconico?” dite voi “In fondo sono tutte cose carine quelle descritte”. E’ vero…però poi c’è il rovescio della medaglia…c’è che poi a New York non ci si torna più, c’è che l’Italia non cambia mai, c’è che stare via ti cambia sempre di qualcosa…quella botta alla botte che non è stata però anticipata dalla botta al cerchio!

Un’estate caratterizzata dalle amicizie all’italiana…ma di quelle genuine, sane…fatte di gente che ha qualcosa di nuovo da dirti, non banale, divertenti (non a caso eravamo un pò tutti provinciali o anche meno: Mercato Saraceno, Gaeta, Lanciano, Russi, Empoli…) e con cui hai voglia di condividere tanto. Beh…non ho mai ringraziato più di tanto in questo blog, ma a questo punto mi sento un pò in dovere per tutto quello che mi hanno dato:

  • Graz, per i numerosi inviti e tutte le volte che mi ha fatto entrare gratis dovunque…non dimenticherò mai la drink regalata alle 4:30 di mattino all’avenue finita in coca e rum in tuo onore;
  • Marco M, per la simpatia e per quella attraversata di New York a piedi alle 2 del mattino in cui abbiamo “parlato ad occhi aperti” di tantissimi progetti;
  • Fra, per gli “effetti speciali” se fosse un titolo di coda 😉
  • Marchino G, per la classe nel gioco del calcio e a beer pong;
  • Nico, per la carica e la simpatia che solo un sardo purosangue come lui possono dare;
  • Filo, perchè è Filo…e non lo vorrei diversamente. Romagnolo purosangue come me…non c’è nient’altro da aggiungere;
  • Ho dimenticato qualcuno? beh…senza di lui non finiva questo post…eh sì perché Tonno c’ha messo ben 5 minuti netti a capire che io e lui potevamo andare d’accordo e avere una speranza di diventare amici la prima volta che ci siamo incontrati. Irascibile, testardo, impulsivo…ma sopratutto incredibilmente buono, geniale, sorprendente. Con lui ho vissuto momenti indimenticabili, dalle cene sul rooftop con vista Empire e Chrysler Building alle cazzate dette col Perretti, dal sangue sulla mia camicia alle canzoni del Liga cantate a squarciagola alle 4 del mattino. Un gran ragazzo…non so perché ma lo considero un vero amico!

Spero di non perderli mai di vista anche se so che molti di loro sarà difficile rivederli ancora…le solite dinamiche dominanti che ritornato. Spero di aver dato a tutti loro abbastanza o almeno di non averli annoiati. E spero anche di non aver annoiato voi…con questa chiosa arrivata un bel pò in ritardo e forse con poco senso per molti…ma me l’ero ripromesso e non potevo lasciare tutto in sospeso…

….e comunque ora si ricomincia con il post semiquotidiano…ho ancora qualcosa da dire circa l’esperienza di quest’estate ma poi, una volta esauriti i post “americani” vediamo un pò cosa raccontare…

….magari…che ho imparato a sognare!

Comments (3)

Tri-State Tournament (alias cazzo abbiamo perso!!!)

NYgiovani

Nonostante abbiamo perso 2 partite su 3 (la prima del girone e la finale) non cambierei mai nulla di questa squadra fatta di fenomeni e personaggi unici. Il racconto della partita è qua grazie al mitico Graziano, che oltre ad un gran presidente si è dimostrato un onesto commentatore. Io, malgrado l’impegno,  mi sono beccato un 5, meritatissimo dal momento che dietro ho cappellato sul secondo goal (prima partita) e in mezzo non ho inciso più di tanto (anche se palla piena sempre!). Sarà stata l’emozione, il caldo o forse qualche chilo di troppo messo su in questi mesi americani…cazzo!

Comunque…tirando le somme…giornata memorabile scandita da minimo 20 bottigliette di Gatorade + una dozzina d’acqua tracannate alla velocità della luce, aperitivo a base di risotto d’asparagi, pesce fritto e Corona, e cena con Lasagna e racconti deliranti da parte degli “atleti”.

Per i più stoici post-serata al Beauty Bar…ma questa è un’altra storia…

Reblog this post [with Zemanta]

Lascia un commento

Il giorno dello Screening

screenind

E’ capitato così per caso che la mitica Commissione Giovani NY abbia organizzato il cosiddetto “Tri-State tournament”, praticamente si tratta di un triangolare di calcio tra italiani (veri..tipo io) e italo-americani che vivono/lavorano a New York, nel New Jersey e in Pennsylvania. Destino vuole che il torneo ci sia il 5 di Settembre, qualche giorno prima della mia partenza e che quindi, sempre se il destino avesse voluto, anch’io potessi partecipare. Insomma…mi iscrivo…e vedo che siamo in tanti. Il mister dice che deve selezionare i 12 giocatori che prenderanno parte al torneo (si gioca in formazione di 9 contro 9). La selezione (screening) è di Domenica, al Pier 40 Chelsea (Manhattan).

Mi presento in orario con maglietta bianca (del Milan) e nera (random) e per fortuna vengo messo nel gruppo dei bianchi così posso indossare la numero 10 della “pantera” Seedorf e al tempo stesso percepire tutta l’inimicizia da parte degli interisti accorsi numerosi e “casualmente” finiti tutti nella squadra opposta. Incomincio la partita dietro ma poi per la presenza numerosa di difensori finisco per giocare davanti alla difesa. Non segno, mi mangio 2 goal di testa e la mia squadra perde 7-5. Pensavo che il livello fosse terra terra… e invece si sono visti tocchi e giocate degne di una o due categorie. Si è poi saputo che uno (la punta contro) ha fatto, tanto tempo fa, 7′ in A con il Torino, e che qualcun altro ha giocato qualche anno nei Dilettanti..ma niente di più.

Risultato finale: esco con un 7 in pagella, vengo selezionato, scelgo il numero 14 ovviamente, faccio le valigie..e mi preparo per il 5…a Hoboken (in casa di quelli del New Jersey!!!)

Che spettacolo….

P.S.

Qui le pagelle: link

Reblog this post [with Zemanta]

Comments (2)

Hello Officer

Il fatto: vado in macchina a portare due camice in lavanderia per lavaggio e stiratura. Arrivo ad un incrocio con semaforo e giro a destra con il rosso. Passano 100 metri e la polizia mi ferma.

Alcune cose da sapere: solitamente nello stato di NY è possibile girare a destra anche con il semaforo rosso…praticamente è come un segnale di stop. Questo sempre tranne quando è segnalato da un’insegna bianca con scritta nera sulla sinistra indicante “NO TURN RIGHT ON RED”. Il semaforo che avevo appena passato (e che ho fatto almeno 200 volte tra l’anno scorso e quest’anno) è uno di questi in quanto butta su una strada principale (verosimilmente trafficata).

Alcune sensazioni: ero sovrappensiero, istintivamente ho girato a destra accertandomi prima che non ci fosse nessuno. Subito dopo aver svoltato ho pensato “che stupido”, guardato lo specchietto retrovisore e la polizia era già dietro di me come un falco.

Il dialogo: Officer (O), Jannessinho (J)

O: Salve signore, viene dall’Ohio? (domanda retorica e carica di strafottenza dal momento che ero targato Ohio)

J: No, a dire la verità sono italiano (con accento super italiano, e inglese superimpacciato)

O: Ah italiano..e come mai qua?

J: lavoro. Ma scusi? Ho fatto qualcosa di male? Ho visto che ha acceso le luci e mi sono fermato…pensavo volesse passare perchè doveva andare da qualche parte…non pensavo nemmeno fosse per me.

O: a dire la verità è passato con il rosso ad un semaforo in cui non è possibile girare a destra!

J: come? Cavolo lo sapevo..dove lavoro mi hanno detto: “puoi sempre andare a destra con il rosso…SEMPRE” e allora io ho seguito le istruzioni. Anche perchè l’altro giorno un tipo mi ha insultato perchè non mi muovevo a passare…ma sa…noi in Italia non abbiamo questa regola…non passiamo MAI con il rosso.

O: capisco.

J: mmm..no ma…mi scusi…allora ho capito adesso ed è errore mio. Scusi veramente.

O: beh…capisco che non sia facile adattarsi alla guida in stati esteri e che in questo paese ci sono tanti matti. Ma la prossima volta che le danno fastidio ad un semaforo, chiami la polizia e interveniamo noi. Guardi…può andare…l’importante è che si ricordi per la prossima volta…come le ho detto…capisco la difficoltà.

J: guardi..mi scusi..mmmm ssss…mmm ssss…

O: signore…buon proseguimento…può andare.

Reblog this post [with Zemanta]

Comments (6)

« Newer Posts · Older Posts »