Archive for novembre, 2009

Mitico Safin..ci mancherai!

Un saluto grossissimo al tennista che più mi ha entusiasmato negli ultimi anni…un addio che prima o poi doveva arrivare.

Non sarà stato un super campione…ma il suo modo di giocare mi è sempre piaciuto tantissimo. Grande Marat…io ti voglio ricordare così (link)…e così (link).

Fenomeno!

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Going Out: Avenue

Avenue 116 10th Avenue, NYC

Uno di quei posti dove ci vai una volta e sei quasi sicuro che non ci tornerai mai più. In occasione di una festa organizzata da amici, sono riuscito ad entrare in uno dei locali più fashion del Meatpacking District. L’Avenue è lounge e club…infatti la serata inizia presto con gente che mangia gamberetti (venduti in scatole da sei alla modica cifra di 140$) e beve bottiglie di Moet (sempre alla umile cifra di 500$)..e finisce tardi con gente che continua a ordinare sempre le stesse cose. Eh sì perché questo è uno dei locali più frequentati dalle celebrità (così dicono): quella sera a parte un Gallinari in formissima, c’era l’ex tennista e ora cantante (non so se ex) francese Yannick Noah e un brillantissimo riccone malesiano che offriva ai suoi amici, alle sue escort e anche ai furbetti come me bottiglie e bottiglie di un ottimo champagne oltre che una serata al limite della denuncia (per ordine del magnate…chiusura posticipata di 45 minuti rispetto alle classiche 4 am).

Insomma, a parte il crogiolo di VIP da Isola dei Famosi, il locale è veramente bello…dall’arredamento alla struttura stessa che presenta un secondo piano più buio e attrezzato con giganteschi divani da salotto. 2 bar (uno sopra più piccolino e uno sotto più rifornito) e una drink che, tutto compreso (la mancia era già inclusa nello scontrino), mi è venuta a costare ben 25$: gag simpatica quando, da buon italiano che non si fida mai, pago con la prepagata (no post-pay… quell’obbrobrio giallo non lo vogliono quasi da nessuna parte..) e visto che non è nominativa, mi è stato richiesto anche il passaporto di cui si sono fatti una fotocopia al volo (fotocopiatrice posizionata a fianco del Gin) e via…puoi continuare la serata…

Very cool!

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Niagara Falls

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Le cascate del Niagara sono sempre stata una di quelle mete che sognavo da piccolo…un pò per il fascino della cascata in sè, e un pò per il fatto che le Marmore mi hanno sempre fatto cagare…e ho continuamente pensato che qualcosa di naturalisticamente migliore potesse esistere.

Prima di tutto c’è da dire che non si dice “Niagara” ma “Naiagra” (cavolo è una vita che sbaglio!) e poi che non sono così vicine a New York come alcuni dicono: 7 ore buone buone, forse la puoi fare con mezz’ora in meno ma io ho scelto la strada più semplice (via Albany) anche se la più lunga (vedi qui). Parto alle 6 e dopo due curve e qualche stop in aree di sosta (all’andata ho fatto la combo…tre “autogrill” tre breakfast menù: McDonald’s Breakfast, Starbucks e Dunkin’ Donuts Coffee) mezza giornata (oltre che mezza vita) è andata.

Una volta arrivati alle cascate, per quanto riguarda “quando fare cosa” la soluzione migliore è ascoltare attentamente i consigli di chi c’è già andato…ecco perché prima di partire avevo accumulato pareri un pò da tutti i miei colleghi, filtrando però quegli aspetti che la particolare nazionalità e/o cultura avrebbe potuto modificare: per esempio, non ho ascoltato l’indiano che mi diceva che le attrazioni erano molto care e mi consigliava di non farle, oppure non ho considerato le parole del cinese che mi diceva di non andare in Canada in quanto non sarei più tornato indietro.

Tornando a noi, le cascate sono uno spettacolo, non mi fraintendete, è solo che non mi aspettavo tutto quel contorno poco curato e assolutamente di poco gusto. E poi c’è da dire che gli americani si sono comportati bene, nonostante il parco sia piuttosto piccolino e assolutamente poco nature (credo di aver visto a mala pena un paio di scoiattoli!); sono proprio i canadesi che hanno dato il meglio di sé, grazie a una sponda addobbata di hotel pacchiani all’ennesima potenza, casinò ovunque e sparso qua e la anche qualche night club in bella vista.

Un’insulto alla natura che è stata pure generosa gli amici canadesi, essendo proprio dalla loro parte la cascata più bella. Eh sì..perché il fatto che si chiamino cascate (al plurale) è dovuto dalla presenza di due enormi getti d’acqua…uno a stelle e strisce e l’altro con la foglia d’acero (scusate la precisazione ma per me era sempre passata come buona l’espressione).

Alcuni consigli:

  • se andate dalla parte canadese, preoccupatevi di avere tutti i documenti con voi, passaporto, eventuale visto, DS 2019 (se visto J1), altrimenti fate come me che si è dimenticato proprio l’ultimo documento e rischiava di dormire in gatta buia per qualche notte;
  • se andate dalla parte canadese, assicuratevi di avere con voi almeno due quarter (25 cent) canadesi, perchè altrimenti arrivati al varco le macchinette vi propongono un cambio allucinante e non funzionano mai;
  • andate dalla parte canadese, lo spettacolo è garantito;
  • le attrazioni sono carine e ben fatte. La fila si smaltisce in fretta al mattino, ma non aspettate il pomeriggio altrimenti diventa un inferno. Maid of the Mist è un grande classico…vi portano con una barca ad assaggiare un pò di acqua polverizzata vicino vicino alle cascate; Journey behind the Falls è uno spettacolo…l’acqua vi sbatte in faccia e il percorso raggiunge punti meravigliosi (vedi foto);
  • la sera, con le cascate illuminate e colorate, vale un giretto veloce e due foto.

Insomma, esperienza positiva, viaggio lungo ma forse, per una volta, ne vale la pena. Mi aspettavo uno spettacolo più maestoso e imponente ma va bene così…madre natura sta facendo anche troppo…

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Previously on Jannessinho…

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Lo so…abbandonarvi così non è da vero e proprio gentleman…e nemmeno da furbo del web 2.0 dal momento che i miei “ascolti” sono calati di circa il 70%…comprensibile dal momento che è circa 50 giorni che non scrivo più una riga. Perchè? Cos’è successo? C’è qualcuno che mi ha scritto: “per fortuna ti seguo su twitter, altrimenti pensavo fossi morto”; un mio amico/lettore mi ha segnalato di essere ancora tra i suoi preferiti 4 ma molto…molto vicino all’esclusione; altri invece (vi controllo nelle statistiche e vi adoro) imperterriti a visitare il blog e vedere se la foglia si muove…

…beh…il ritorno non è stato facile…anzi questa volta un vero e proprio casino. A parte il piatto di tortellini made in mamma alle 4 del pomeriggio della domenica di ritorno (nota positiva), ho dovuto sistemare tutto in fretta e furia e partire per Como (Cernobbio precisamente) a una conferenza e visite di lavoro varie. Poi a metà settimana torno verso casa e faccio tappa ad un altro congresso (qui avevo pure una presentazione orale). Poi Octoberfest. Poi mi ammalo. Poi paper scientifico da scrivere. Poi due deadline per bandi regionali. Poi si spacca il pc. Poi bestemmio. Poi b$st$mmio. P%i b$st$mmi%. P%& b$st$mm&% ….e mi annichilisco sotto un loop negativo (in quanto ingegnere avrei dovuto dire positivo…ma poi non tutti l’avrebbero capita) dal quale penso di esserne uscito solo ora…più o meno…o forse no.

Ritorno a scrivere su una tastiera diversa (Sony VAIO nuovo di pacca…basta Toshiba!), da un luogo diverso (una Cesena vecchia di pacca…basta NYC! ) con la consapevolezza di chi ha respirato, fino a poco tempo fa, l’aria della città più bella al mondo. E’ sì, perchè come diceva un giovane avvocato del trentino incontrato fuori dal Radio City Music Hall (diciamo sulla 53esima?): “New York è una città fantastica, che ti da tutto, ma ti prende anche tutto…tempo, vita, soldi…tutto. Ma se ci sei devi vivere così, altrimenti è meglio che te ne torni a casa…”…beh quelle parole mi risultano ora più giuste che mai. New York si è presa tutti i miei risparmi (tra ristoranti, noleggi, treno, metro, shopping e clubbing), si è presa il mio tempo (ho passato tante di quelle ore in giro a camminare e osservare cose che non me lo sarei mai aspettato da uno come me), e infine si è presa la mia vita e l’ha fatta particolare…inaspettata. Quante volte mi sono trovato a camminare verso Grand Central e sovrapporre ciò che vedevo (la 42esima dalla seconda fino al ponte con la Park la so ormai a memoria…vero Tonno?), con le immagini di quando ero piccolo: il bar da Gambin, il campo sportivo dei Tigli, le giornate passate al fiume…insomma…chi l’avrebbe mai pensato che alla fine sarei finito, anche solo per un periodo, al centro di questo fottuto mondo! “E allora perché sei così melanconico?” dite voi “In fondo sono tutte cose carine quelle descritte”. E’ vero…però poi c’è il rovescio della medaglia…c’è che poi a New York non ci si torna più, c’è che l’Italia non cambia mai, c’è che stare via ti cambia sempre di qualcosa…quella botta alla botte che non è stata però anticipata dalla botta al cerchio!

Un’estate caratterizzata dalle amicizie all’italiana…ma di quelle genuine, sane…fatte di gente che ha qualcosa di nuovo da dirti, non banale, divertenti (non a caso eravamo un pò tutti provinciali o anche meno: Mercato Saraceno, Gaeta, Lanciano, Russi, Empoli…) e con cui hai voglia di condividere tanto. Beh…non ho mai ringraziato più di tanto in questo blog, ma a questo punto mi sento un pò in dovere per tutto quello che mi hanno dato:

  • Graz, per i numerosi inviti e tutte le volte che mi ha fatto entrare gratis dovunque…non dimenticherò mai la drink regalata alle 4:30 di mattino all’avenue finita in coca e rum in tuo onore;
  • Marco M, per la simpatia e per quella attraversata di New York a piedi alle 2 del mattino in cui abbiamo “parlato ad occhi aperti” di tantissimi progetti;
  • Fra, per gli “effetti speciali” se fosse un titolo di coda 😉
  • Marchino G, per la classe nel gioco del calcio e a beer pong;
  • Nico, per la carica e la simpatia che solo un sardo purosangue come lui possono dare;
  • Filo, perchè è Filo…e non lo vorrei diversamente. Romagnolo purosangue come me…non c’è nient’altro da aggiungere;
  • Ho dimenticato qualcuno? beh…senza di lui non finiva questo post…eh sì perché Tonno c’ha messo ben 5 minuti netti a capire che io e lui potevamo andare d’accordo e avere una speranza di diventare amici la prima volta che ci siamo incontrati. Irascibile, testardo, impulsivo…ma sopratutto incredibilmente buono, geniale, sorprendente. Con lui ho vissuto momenti indimenticabili, dalle cene sul rooftop con vista Empire e Chrysler Building alle cazzate dette col Perretti, dal sangue sulla mia camicia alle canzoni del Liga cantate a squarciagola alle 4 del mattino. Un gran ragazzo…non so perché ma lo considero un vero amico!

Spero di non perderli mai di vista anche se so che molti di loro sarà difficile rivederli ancora…le solite dinamiche dominanti che ritornato. Spero di aver dato a tutti loro abbastanza o almeno di non averli annoiati. E spero anche di non aver annoiato voi…con questa chiosa arrivata un bel pò in ritardo e forse con poco senso per molti…ma me l’ero ripromesso e non potevo lasciare tutto in sospeso…

….e comunque ora si ricomincia con il post semiquotidiano…ho ancora qualcosa da dire circa l’esperienza di quest’estate ma poi, una volta esauriti i post “americani” vediamo un pò cosa raccontare…

….magari…che ho imparato a sognare!

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