Ma non stiamo un pò esagerando?

Perché poi il troppo…stroppia…e i nostri giornalisti (come noi italiani in generale) siamo bravissimi a esagerare. La morte dell’amatissimo Vianello è l’ennesimo insulto all’informazione pubblica: telegiornali pieni zeppi di servizi (dalla notizia alla camera mortuaria, dalle condoglianze al funerale), prime pagine, rassegne televisive, la nube del vulcano che non sembra contare un cazzo di niente (quando invece ci blocca mezza Europa e ci cambia il clima). E’ stato un susseguirsi di patetici ringraziamenti ed elogi di fronte alle telecamere che un pò mi hanno infastidito anche se per nulla meravigliato.

Ok che è stato un grande del piccolo schermo, passi che ha fatto la storia della nostra TV, però stiamo sempre parlando di televisione, di telecamere e di copione. E allora mi chiedo…cosa dovremo fare alla morte di personaggi come Eco, Fo, Cabibbo, Baggio, Pausini…tutta gente che ha donato popolarità all’Italia, che ha fatto conoscere il nostro piccolo e inerme (anche se abbiamo sempre la presunzione di pensarlo grande e potente) paese nel mondo, coloro che hanno veramente lottato per spingere la “razza” italiana in avanti…almeno un pochino.

E poi mi torna in mente che per il caro e vecchio Mike è stata la stessa cosa (non per il visionario Gaber per esempio)…gran salamelecchi e addii satellitari da parte di tutti…e allora ragiono e ricordo che i due “grandi” sono stati accomunati in vita, da un dichiarato attaccamento alle persone che contano.. (prima uno e poi l‘altro)…

…ah ecco..adesso mi spiego tutto…

Comments (6)

TV show update: dove siamo arrivati?

E’ da un pò che non si parla di TV show da queste parti…l’ultima chiacchierata risale al lontano 28 Novembre 2009 quando il grandioso Dexter doveva finire e l’orribile Lost ancora incominciare.

Come in quel post, continuo con l’ordine a seconda del gradimento:

  • Dexter S04 finita: purtroppo anche la quarta serie è andata. A mio parere una delle migliori stagioni di questo fantastico TV Show. Gran bel cast e trama sempre più avvincente. Finale da brividi…ma veramente da brividi! Chissà cosa ci aspetta ora…
  • Weeds S05 finita: ringrazio il Pyccion per il consiglio (vedi commento vecchio post), visto tutte le 65 puntate d’un fiato! E’ uno di quei TV Show che ti prende troppo grazie ai dialoghi e alle situazioni. La protagonista è fantastica: fisico di Kate di Lost e parlantina della mamma di Gilmore Girls. Devo dire che le stagioni ambientate a Agrestic (cioè le prime) sono le migliori ma anche il dopo ha un suo perchè. Personaggio numero uno: il sindaco!
  • Californication S03 finita: Hank Moody è sempre lui..il telefilm si riassume spesso in un 25 minuti di piacevole televisione in particolare per il pubblico maschile. Dialoghi ben fatti e divertenti come al solito…
  • The Office US S06E20: procede a rilento questa stagione causa prima dei giochi olimpici, poi Pasqua e ora non so perché ma mancano un paio di puntate ed è qualche settimana che salta. Uff..necessito della mia dose di grasse risate settimanali.
  • Southpark S14E04: è iniziata la 14esima stagione e si salvi chi può. Puntate una più satirica dell’altra, da Tiger Woods a Bill Clinton, fino ad arrivare alla parodia su facebook. Mi meraviglio che ci abbiano messo così tanto a dedicare una puntata al re dei social network. Sempre e comunque di alto livello.
  • Big Bang Theory S03 quasi finita: un pò di sana allegria nerd non fa mai male.
  • Lost S06E10: è ripresa nei peggiore dei modi la serie TV più attesa dell’anno (almeno da me!). Prima puntata di solito spettacolare, questa volta sotto la media. Ogni puntata si passano 40 minuti e rotti rivangando nel passato di protagonisti già visti e rivisti, spulciati in ogni sua sfaccettatura, invece di spendere qualche parolina incominciando a spiegare un pò di punti interrogativi lasciati alle spalle. Veramente tutto sotto la media, solo l’ingresso di Desmond Hume (ribattezzato da me “the constant”) ha rifatto vedere un pò di luce…ma solo qualcosa di veramente fioco e lontano…insomma spento…come la lampadina nella testa degli autori. E quindi (voi direte)? e quindi avevo deciso anche quest’anno di abbandonare a metà (verso il settimo episodio), poi ho ripreso e ora sono a pari..mah..tiro fino alla fine ma poi se non mi spiegano un pò tutte le domande che ho in mente mi incazzo. Spoiler: c’è chi dice che Lost non sia altro che una lunga partita a backgammon tra i due spiriti dell’isola (vestiti in bianco e nero come le pedine del backgammon) . Un concetto che mi ha preso abbastanza in quanto lo scopo del gioco stesso “è riuscire per primi a rimuovere tutte le proprie pedine dalla tavola, cercando nel contempo di bloccare l’avversario e di evitare le sue azioni di disturbo”..un pò quello che stanno facendo il buon Jacob e il fumoso Man in Black con gli abitanti dell’isola…cacciandoli fuori e dentro fino a non far rimanere nessuno…tentando anche di ostacolarsi l’un l’altro con l’uso dei personaggi stessi. Un’assonanza piuttosto forte…ricordando poi quella scena di John Locke (bianco) e il piccolo Walt (nero) che giocano a backgammon sulla spiaggia nella prima serie…mah…
  • Damages S03 appena incominciata: incominciata e abbandonata direi..storia troppo lenta e ripetitiva. Non ne valeva più la pena per un 50 minuti di puntata…

Ed ora che sta finendo tutto e arriva la solita estate spenta? Beh..ho ancora il vecchio aiutino di Mario (vedi sempre commenti vecchio post) relativo a Friday Night Lights, e poi attendo qualche altro bravo e valoroso consigliere…

Comments (9)

14*2 = 28

..e anche Jannessinho si invecchia..anno dopo anno tenta di raggiungere lentamente i trenta anche se il Peter Pan che è in lui (oppure il Jay-Z di “Forever young“) si oppone..e per ora lo parcheggia a quota 28. Tra l’altro è un anno piuttosto particolare per il sottoscritto, che, da buon estimatore del numero 14, non fa gran bolgia come tutti a 20 o 30 ma piuttosto aspetta con grande calma il primo multiplo utile e quando arriva poi gli dedica anche un post.

E sì perché questo 28esimo ciclo di vita trascina con se tantissimi progetti, idee e speranze che quasi quasi 365 giorni non bastano. E poi mi conoscete..sono l’uomo delle coincidenze e del destino e vedermi ricadere proprio in quest’anno la discussione di dottorato e il mondiale di calcio mi fa ben sperare (incrocio almeno le dita per la prima delle due!).

Poi finisco con il fare una botta di calcoli e vedo che il prossimo festeggiamento arriva ad anni 42…sì ho detto 42 ..e allora da buon autostoppista mi esalto…

Per ultimo…dal momento che ho smobilitato un bel pò di social network per ricevere il maggior numero di auguri (un pò poco pretenziosa come cosa), per chi ama i bollettini, riporto un pò di numeri:

  • 158 auguri su facebook (circa il 22,5 % dei miei amici…ergo necessito un’epurazione dei contatti a breve 😉
  • 75 auguri via sms (circa il 40% in più del 2005..tanto per rimanere in clima elettorale)
  • 15 auguri via telefono (sempre bello sentire la voce di qualcuno)
  • 8 auguri via skype (previa notifica)
  • 1 augurio via LinkedIn (senza neanche sapere chi fosse il tipo/tipa)
  • 1 augurio della banca che mi ricorda che ho poco e niente in conto
  • 1 augurio di Trenitalia che mi ha regalato 50 punti nella cartafedeltà
  • 1 augurio di lastminute.com che mi consiglia di partire per i Caraibi senza però fare i conti con il mio calendario lavorativo
  • 0 auguri via Twitter (un pò poi i contatti si sovrappongono…)

Non vi sembra manchi qualcosa? Beh..gli auguri di persona..che, causa gli impegni o la pigrizia, si possono contare sul palmo di una mano…un pò triste come statistica…è per quello che non l’ho riportata…

Comments (4)

Wrapping up things…

Opportunità, spettacolo e speranza. Tre parole (e tre conferme) che possono riassumere la mia ennesima visita in terra statunitense. Un minimo di spiegazione:

  • Opportunità: potete criticarla quanto volete, ma ogni volta che torno negli USA accade sempre qualcosa che ti fa capire che per te un’opportunità ci sarebbe. A mio parere è una paese ricchissimo di possibilità per chi ha voglia di fare, uno di quei luoghi dove forse forse puoi anche realizzare i tuoi sogni (un’utopia per il vecchio scarpone). Vedi il personaggino in foto (io venuto orribile..va beh..)…che dopo un anno di lavoro, sofferenza e fatica…ora è osannato dalla folla statunitense e si trova a sfidare i più grandi al mondo in uno sport che non è per niente italiano. Beh complimenti Gallo…te l’avevo detto io…
  • Spettacolo: a parte il basket nei palazzetti, il football americano in tv, i long island ice tea nei bar, le ali di pollo da Hooters e i mega hamburger a doppio strato uovo e pancetta nei pub…Phoenix e dintorni hanno offerto uno spettacolo paesaggistico degno di nota: deserti spogli, cactus di ogni forma e rocce a picco hanno ricreato uno di quei paesaggi alla Willy e il Coyote che mai mi sarei aspettato di vedere. Peccato non aver avuto il tempo di visitare un pò fuori le “mura” causa tempo non perfetto e poco free time..va beh..sarà per la prossima!
  • Speranza: c’è sempre una speranza per tutti anche se non sembra a prima vista. Nonostante il classismo che caratterizza fortemente questa società, ogni volta che ci parlo, riesco a vedere negli occhi della gente un piccolo lumicino sempre acceso…un bagliore che non si spegne mai. In ogni discorso, c’è costantemente la speranza di diventare qualcuno o qualcosa un giorno…un atteggiamento che noi abbiamo perso da un pezzo…o meglio…al quale ci siamo allontanati da un pò! I loro sono ideali completamente diversi dai nostri…che poi ogni tanto convergono in punti comuni ma prendendo strade e tempi differenti. Tutto qua.

Ecco lo sapevo…appena incomincio con i riassunti e ripenso al vissuto divento nostalgico e anche un pò antipatico. E’ solo che la mediocrità alla quale ci vogliono abituare nel nostro paese non mi piace più…come anche la falsità di essere qualcuno e poi invece non sei altro che una persona comune con le conoscenze giuste.

Sarebbe ora di cambiare…ma non sono proprio sicuro che da noi lo slogan “yes we can” potrà mai funzionare…

Comments (4)

Airports…

E così arriviamo al sabato…giorno della partenza e dell’arrivo in terra straniera. Un viaggio interminabile attraverso 2 continenti, 4 aeroporti, 1 volo cancellato e 6/7 birre bevute per far passare la stanchezza del viaggio/alzataccia misto rabbia e rassegnazione.

Prima volta nel midwest e prima volta che mi necessita più di un giorno di tempo per arrivare a destinazione. Le tappe:

  • Cesena: sveglia ore 4 (fuso italiano) di sabato…volevo morire!
  • Bologna – Bruxelles: levataccia visto l’aereo dal capoluogo emiliano in partenza verso le 6:20, quindi arrivo già scazzato (I’m not a morning person at all)…poi in ritardo e per di più con l’aereo completamente pieno. Si vede che ho beccato un giorno di contro-esodo africano dal momento che l’aereo era completamente occupato da persone di colore con il solito bagaglio immenso da portare in cabina. Non ho mai capito come facciano…ma avete presente? …si costruiscono con cartone e nastro adesivo dei pacconi così compressi che misteriosamente riescono a passare i controlli (di sicurezza ma anche peso e misura) e bene o male riescono incredibilmente a stare anche in cabina. E io che vado via sempre preciso e misurato…
  • Bruxelles – Chicago: viaggio ancora nella calca…pieno in ogni ordine di posto. Mi scelgo il classico posto lontano dal finestrino con gamba sinistra in grado di scorrazzare per il corridoio, e vicino a me un uomo belga sulla mezza età con una gran voglia di parlare italiano…dannazione! Oltre a questo, viaggio con American Airlines terribile causa cibo (vedi foto), causa assenza di birra gratuita ($ 7 a birra quando sulla Lufthansa bevi gratis tutto il viaggio), causa mancanza di schermo personale (ma uno in alto a sinistra stile gita in corriera con 1 solo film in proiezione su 10 ore di viaggio), causa mancanza di personale decente d’aspetto e sotto la 30ina (su dai…anche l’occhio vuole la sua parte). Stretto, scomodo e annoiato…credetemi…10 ore interminabili. Una nota di demerito all’aeroporto di Bruxelles: quanto si nota l’errore fatto dai progettisti della zona o forse meglio da chi stimava l’importanza strategica della capitale belga o di un aeroporto in quella zona…uno scandalo! L’aeroporto è immenso…ci sono corridoi infitini, scale gigantesche, sale d’attesa immense…e i non c’è una minchia di nessuno in giro (all’andata come al ritorno). Cavolo se tirava l’idea della EU a suo tempo…
  • Chicago – Phoenix: 1 ora di cambio si trasformano magicamente in 5 ore di attesa perché il volo da me prenotato è stato cancellato per cause ancora sconosciute e sono stato quindi spostato prepotentemente sull’ultimo della notte…geopardizzando così tutto il mio sabato sera in quel di Phoenix. Per fortuna la mia indipendenza in territorio statunitense e il mio amore per lo sport in generale e la birra mi hanno aiutato a spendere le 4:30 prima del boarding in un Fox bar del Main Terminal in cui ho assaggiato il mio primo Burger e la mia prima Stella Artois alla spina e ghiacciata…proprio come piace a me. Nota di merito invece all’O’Hara airport di Chicago…aeroporto ben gestito nonostante i tanti voli e le temperature davvero proibitive per gran parte dell’inverno. Domanda: ma voi, se aveste avuto una compagnia aerea, avreste costruito/posto il vostro hub nel nord degli USA, vicino ai laghi e in una delle città più fredde d’america? AA…o non capisci un cazzo o è il solito problema di #dinamicheDominanti…
  • Phoenix: arrivo ore 23 (fuso centrale americano) di sabato. Distrutto…ma ancora la forza di prendere un taxi e fiondarmi in albergo ce l’avevo.

Lascio a voi fare i conti delle ore di viaggio totali…occhio che la matematica con i tutti i fusi presenti non è così ovvia.

Insomma, così è nata l’ennesima avventura in USA datata Gennaio/Febbraio 2010…e così ho concluso anche questa carrellata descrittiva a ritroso che è durata tanto, visti gli impegni delle ultime settimane. Un giudizio finale? Beh…le conclusioni le tiro sempre e solo in un post unico…ormai mi dovreste conoscere 😉

Comments (2)

Phoenix bellina..un pò meno di notte

Causa conferenza, le sere di Lunedì e Domenica sono state più easy, anche se di giorno non ho perso l’occasione per fare un giro per tutta downtown. Facile scoprire il centro città  negli USA (a meno che non siate a NYC/Boston/Chicago/LA/Miami) basta avere un’oretta e incominciare a setacciare una scacchiera di massimo 5 strade e non più di 2 avenue.

Anyway, queste un pò le considerazioni:

  • Downtown = Worktown: il centro di Phoenix è animatissimo dalle 7 alle 17, dal lunedì al venerdì…poi muore in una calma piatta tamburellata solamente dal movimento claudicante dei clochard (evviva..l’ho usata questa parola finalmente!) che cercano di combattere il freddo in un modo o nell’altro. Mi hanno spiegato che praticamente tutti i grattacieli del centro sono formati da uffici, che le piccole palazzine sono occupate da buchi arredati di poveracci ed ecco la motivazione di quello descritto prima. Pensate che la situazione è così estrema, che i 5 Starbucks che si susseguono attorno alla Central Avenue rimangono chiusi nel weekend; cosa che mi ha fatto non poco incazzare e impaurire, rispettivamente perchè avevo puntato tutto su quel benedetto franchising per la prima colazione con connessione e perché vedendoli tutti chiusi di domenica in centro-città pensavo avessero annunciato la fine del mondo e che io non sapessi nulla.
  • Gli omini arancioni: ci sono personaggi vestiti d’arancione sparsi per tutti gli incroci che separano il classico blocco Hilton/Sheraton/Hyatt. Penso siano pagati dal comune (se così si può dire) oppure un’associazione di volontariato (che qua in USA va sempre tanto di moda)…quello che fanno principalmente è dare indicazioni di qualsiasi tipo (una sorta di google map misto wiki settorizzato per Phoenix e in formato umano), ma li ho visti anche aiutare le vecchiette ad attraversare la strada. Mi è suonato strano che i bagarini spacciassero i biglietti NBA davanti alla loro faccia…
  • Un pò pericolosetta: essendo frequentato da tanti senzatetto e persone affamate, il centro di Phoenix non è uno dei posti più belli dove trovarsi da soli per strada in piena notte. Inoltre, in inverno, essendo una città piuttosto calda, il tasso di homeless aumenta pure e a questi poveretti che barcollano lungo i vialoni in cerca di qualche spicciolo, a volte penso gli si chiuda la vena e magari poi sono guai. Personalmente sono stato bloccato da due tipi in evidente stato d’ebrezza…diciamo che me la sono cavata, anche se poi mi è servita una birretta da Seamus McCaffrey’s Irish Pub per farmi passare l’adrenalina del momento.
  • Lightrail: praticamente un trenino non troppo veloce che viaggia su rotaie e attraversa tutto il centro fino alla periferia. Il tutto in nome dell’ecologia e dell’energia rinnovabile. Un applauso!
  • Piuttosto che in centro..fuori: Phoenix downtown non offre tante alternative per la vita notturna. Infatti per questo ci pensano Scottsdale e Tempe, due cittadine satellite, costruite in zone fighe di Phoenix da ricchi americani forse stanchi del putrido centro-città. In particolare, Scottsdale è animato da locali di alto livello, gente ricca, sfarzo sfrenato e persone rifatte (patria della chirurgia plastica mi hanno riferito), mentre Tempe coincide praticamente con il campus studentesco e quindi feste universitarie, locali universitari, divertimenti universitari.
  • Buonissimo il cibo: tantissimi sono i locali southwestern che, a mio parere, sono quelli che offrono cibo americano migliore. Uno su tutti: Sam’s Cafè presso l’Arizona Center. Sentite che piatto: due petti di pollo grigliati con in mezzo formaggio di capra, erbette e cicoria, il tutto appoggiato su uno strato di salsa rosa piccantina con punte di asparagi al vapore e verza sparsi per il piatto…il tutto a poco più di 12 € penso. Da provare!
  • Gran locale: il premio come locale più figo del centro lo vince Hanny’s, ma più per quello che offre in termini di cibo e bevande (scusate, ma quando si va troppo sul fighetto poi a me sti posti mi incominciano a puzzare di finto) per i bagni. Mi avevano detto sull’aereo verso Phoenix di questo locale lounge e della mania del padrone di progettare i bagni in modo che tu che ci vai e rimani stupito. Una fissa…una cosa che sembra lui faccia sempre in tutti i suoi locali. Per esempio da Hanny’s, rimani un pò così perché ti sembra che i bagni non abbiano le porte e che tu debba fare i tuoi bisogni di fronte a tutti…poi però scopri l’arcano e ti metti a ridere (e alla fine magari pisci anche…). Non dico di più altrimenti vi distruggo la sorpresa in caso ci vogliate andare. Per i più curiosi…nel virtual tour del sito si vede qualcosa. Bella trovata. (ps, mi hanno detto che questo tipo ha 3 o 4 locali in tutti gli USA e un paio sono a New York, con lo stesso fatto dei cessi. Chiedo a tutti i Newyorkesi all’ascolto di setacciare, provare e riportare…please!).
  • Il gufo: Hooters..c’è 😉

Questo è quanto almeno credo…anche perché causa mancanza di ore e brutto tempo non sono riuscito ad andare a visitare Sedona e tantomeno il Gran Canyon…va beh sfiga…un motivo in più per tornarci…

P.S.

Naturalmente anche questa avventura/città ha avuto la sua colonna sonora (sono un pò maniaco di questa cosa ormai mi conoscete)…e decisamente in questo caso è questa, ascoltata la prima sera in un localino vicino all’albergo…mi ha subito colpito e affondato…

Comments (2)

Nash..ma non il matematico

Phoenix per me è sinonimo di Suns..e oggi come oggi i Suns sono sinonimo di Nash. Ebbene sì..Martedì sera compro un biglietto on line da $ 15 e mi guadagno un bel posticino in gradinata allo US Airways Center. Perché anche se la partita non è delle migliori e i Bobcats non sono proprio gli avversari che ti sogneresti di vedere, il piccolo grande Steve è in campo e vederlo giocare dal vivo, devo ammettere che è una cosa impressionante. Sarà per la mia simpatia innata nei confronti dei canadesi che fanno gloria in USA, o per i bianchi che fanno successo in NBA, ma il Nash, gran sportivo e discreto calciatore, è per me uno dei più talentuosi cestisti degli ultimi anni.

Commenti al match? I Bobcats sono compatti, i Suns no; i Bobcats sono una squadra, i Suns sono solo Steve Nash; i Bobcats reggono anche per tutto il primo overtime, i Suns soccombono sotto le bombe da tre di Jackson. Risultato finale: 114 a 109 per la squadra di Charlotte…tutto sommato partita piacevole e pubblico piuttosto focoso.

Una scenetta: un tipo qualche fila davanti a me si scalda un pò troppo e dopo essere stato richiamato dalla sicurezza per il suo linguaggio scurrile, viene avvicinato dalle guardie armate di pistola elettrica. Il tipo si calma immediatamente ma viene comunque accompagnato fuori dal palazzetto. Per un attimo ho sperato continuasse a sbraitare perché quella pistolina elettrica non l’ho ancora vista in azione dal vivo… 😉

Comments (2)

Older Posts »