Phoenix bellina..un pò meno di notte

Causa conferenza, le sere di Lunedì e Domenica sono state più easy, anche se di giorno non ho perso l’occasione per fare un giro per tutta downtown. Facile scoprire il centro città  negli USA (a meno che non siate a NYC/Boston/Chicago/LA/Miami) basta avere un’oretta e incominciare a setacciare una scacchiera di massimo 5 strade e non più di 2 avenue.

Anyway, queste un pò le considerazioni:

  • Downtown = Worktown: il centro di Phoenix è animatissimo dalle 7 alle 17, dal lunedì al venerdì…poi muore in una calma piatta tamburellata solamente dal movimento claudicante dei clochard (evviva..l’ho usata questa parola finalmente!) che cercano di combattere il freddo in un modo o nell’altro. Mi hanno spiegato che praticamente tutti i grattacieli del centro sono formati da uffici, che le piccole palazzine sono occupate da buchi arredati di poveracci ed ecco la motivazione di quello descritto prima. Pensate che la situazione è così estrema, che i 5 Starbucks che si susseguono attorno alla Central Avenue rimangono chiusi nel weekend; cosa che mi ha fatto non poco incazzare e impaurire, rispettivamente perchè avevo puntato tutto su quel benedetto franchising per la prima colazione con connessione e perché vedendoli tutti chiusi di domenica in centro-città pensavo avessero annunciato la fine del mondo e che io non sapessi nulla.
  • Gli omini arancioni: ci sono personaggi vestiti d’arancione sparsi per tutti gli incroci che separano il classico blocco Hilton/Sheraton/Hyatt. Penso siano pagati dal comune (se così si può dire) oppure un’associazione di volontariato (che qua in USA va sempre tanto di moda)…quello che fanno principalmente è dare indicazioni di qualsiasi tipo (una sorta di google map misto wiki settorizzato per Phoenix e in formato umano), ma li ho visti anche aiutare le vecchiette ad attraversare la strada. Mi è suonato strano che i bagarini spacciassero i biglietti NBA davanti alla loro faccia…
  • Un pò pericolosetta: essendo frequentato da tanti senzatetto e persone affamate, il centro di Phoenix non è uno dei posti più belli dove trovarsi da soli per strada in piena notte. Inoltre, in inverno, essendo una città piuttosto calda, il tasso di homeless aumenta pure e a questi poveretti che barcollano lungo i vialoni in cerca di qualche spicciolo, a volte penso gli si chiuda la vena e magari poi sono guai. Personalmente sono stato bloccato da due tipi in evidente stato d’ebrezza…diciamo che me la sono cavata, anche se poi mi è servita una birretta da Seamus McCaffrey’s Irish Pub per farmi passare l’adrenalina del momento.
  • Lightrail: praticamente un trenino non troppo veloce che viaggia su rotaie e attraversa tutto il centro fino alla periferia. Il tutto in nome dell’ecologia e dell’energia rinnovabile. Un applauso!
  • Piuttosto che in centro..fuori: Phoenix downtown non offre tante alternative per la vita notturna. Infatti per questo ci pensano Scottsdale e Tempe, due cittadine satellite, costruite in zone fighe di Phoenix da ricchi americani forse stanchi del putrido centro-città. In particolare, Scottsdale è animato da locali di alto livello, gente ricca, sfarzo sfrenato e persone rifatte (patria della chirurgia plastica mi hanno riferito), mentre Tempe coincide praticamente con il campus studentesco e quindi feste universitarie, locali universitari, divertimenti universitari.
  • Buonissimo il cibo: tantissimi sono i locali southwestern che, a mio parere, sono quelli che offrono cibo americano migliore. Uno su tutti: Sam’s Cafè presso l’Arizona Center. Sentite che piatto: due petti di pollo grigliati con in mezzo formaggio di capra, erbette e cicoria, il tutto appoggiato su uno strato di salsa rosa piccantina con punte di asparagi al vapore e verza sparsi per il piatto…il tutto a poco più di 12 € penso. Da provare!
  • Gran locale: il premio come locale più figo del centro lo vince Hanny’s, ma più per quello che offre in termini di cibo e bevande (scusate, ma quando si va troppo sul fighetto poi a me sti posti mi incominciano a puzzare di finto) per i bagni. Mi avevano detto sull’aereo verso Phoenix di questo locale lounge e della mania del padrone di progettare i bagni in modo che tu che ci vai e rimani stupito. Una fissa…una cosa che sembra lui faccia sempre in tutti i suoi locali. Per esempio da Hanny’s, rimani un pò così perché ti sembra che i bagni non abbiano le porte e che tu debba fare i tuoi bisogni di fronte a tutti…poi però scopri l’arcano e ti metti a ridere (e alla fine magari pisci anche…). Non dico di più altrimenti vi distruggo la sorpresa in caso ci vogliate andare. Per i più curiosi…nel virtual tour del sito si vede qualcosa. Bella trovata. (ps, mi hanno detto che questo tipo ha 3 o 4 locali in tutti gli USA e un paio sono a New York, con lo stesso fatto dei cessi. Chiedo a tutti i Newyorkesi all’ascolto di setacciare, provare e riportare…please!).
  • Il gufo: Hooters..c’è ;)

Questo è quanto almeno credo…anche perché causa mancanza di ore e brutto tempo non sono riuscito ad andare a visitare Sedona e tantomeno il Gran Canyon…va beh sfiga…un motivo in più per tornarci…

P.S.

Naturalmente anche questa avventura/città ha avuto la sua colonna sonora (sono un pò maniaco di questa cosa ormai mi conoscete)…e decisamente in questo caso è questa, ascoltata la prima sera in un localino vicino all’albergo…mi ha subito colpito e affondato…

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2 commenti »

  1. Baio said

    Bravo Massi… Un bel post come non si vedeva da tempo, a mio avviso. Mi è piaciuto veramente tanto.
    Continua così…

  2. Grazie per la critica…

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