Going Out: Avenue

Avenue 116 10th Avenue, NYC

Uno di quei posti dove ci vai una volta e sei quasi sicuro che non ci tornerai mai più. In occasione di una festa organizzata da amici, sono riuscito ad entrare in uno dei locali più fashion del Meatpacking District. L’Avenue è lounge e club…infatti la serata inizia presto con gente che mangia gamberetti (venduti in scatole da sei alla modica cifra di 140$) e beve bottiglie di Moet (sempre alla umile cifra di 500$)..e finisce tardi con gente che continua a ordinare sempre le stesse cose. Eh sì perché questo è uno dei locali più frequentati dalle celebrità (così dicono): quella sera a parte un Gallinari in formissima, c’era l’ex tennista e ora cantante (non so se ex) francese Yannick Noah e un brillantissimo riccone malesiano che offriva ai suoi amici, alle sue escort e anche ai furbetti come me bottiglie e bottiglie di un ottimo champagne oltre che una serata al limite della denuncia (per ordine del magnate…chiusura posticipata di 45 minuti rispetto alle classiche 4 am).

Insomma, a parte il crogiolo di VIP da Isola dei Famosi, il locale è veramente bello…dall’arredamento alla struttura stessa che presenta un secondo piano più buio e attrezzato con giganteschi divani da salotto. 2 bar (uno sopra più piccolino e uno sotto più rifornito) e una drink che, tutto compreso (la mancia era già inclusa nello scontrino), mi è venuta a costare ben 25$: gag simpatica quando, da buon italiano che non si fida mai, pago con la prepagata (no post-pay… quell’obbrobrio giallo non lo vogliono quasi da nessuna parte..) e visto che non è nominativa, mi è stato richiesto anche il passaporto di cui si sono fatti una fotocopia al volo (fotocopiatrice posizionata a fianco del Gin) e via…puoi continuare la serata…

Very cool!

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Niagara Falls

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Le cascate del Niagara sono sempre stata una di quelle mete che sognavo da piccolo…un pò per il fascino della cascata in sè, e un pò per il fatto che le Marmore mi hanno sempre fatto cagare…e ho continuamente pensato che qualcosa di naturalisticamente migliore potesse esistere.

Prima di tutto c’è da dire che non si dice “Niagara” ma “Naiagra” (cavolo è una vita che sbaglio!) e poi che non sono così vicine a New York come alcuni dicono: 7 ore buone buone, forse la puoi fare con mezz’ora in meno ma io ho scelto la strada più semplice (via Albany) anche se la più lunga (vedi qui). Parto alle 6 e dopo due curve e qualche stop in aree di sosta (all’andata ho fatto la combo…tre “autogrill” tre breakfast menù: McDonald’s Breakfast, Starbucks e Dunkin’ Donuts Coffee) mezza giornata (oltre che mezza vita) è andata.

Una volta arrivati alle cascate, per quanto riguarda “quando fare cosa” la soluzione migliore è ascoltare attentamente i consigli di chi c’è già andato…ecco perché prima di partire avevo accumulato pareri un pò da tutti i miei colleghi, filtrando però quegli aspetti che la particolare nazionalità e/o cultura avrebbe potuto modificare: per esempio, non ho ascoltato l’indiano che mi diceva che le attrazioni erano molto care e mi consigliava di non farle, oppure non ho considerato le parole del cinese che mi diceva di non andare in Canada in quanto non sarei più tornato indietro.

Tornando a noi, le cascate sono uno spettacolo, non mi fraintendete, è solo che non mi aspettavo tutto quel contorno poco curato e assolutamente di poco gusto. E poi c’è da dire che gli americani si sono comportati bene, nonostante il parco sia piuttosto piccolino e assolutamente poco nature (credo di aver visto a mala pena un paio di scoiattoli!); sono proprio i canadesi che hanno dato il meglio di sé, grazie a una sponda addobbata di hotel pacchiani all’ennesima potenza, casinò ovunque e sparso qua e la anche qualche night club in bella vista.

Un’insulto alla natura che è stata pure generosa gli amici canadesi, essendo proprio dalla loro parte la cascata più bella. Eh sì..perché il fatto che si chiamino cascate (al plurale) è dovuto dalla presenza di due enormi getti d’acqua…uno a stelle e strisce e l’altro con la foglia d’acero (scusate la precisazione ma per me era sempre passata come buona l’espressione).

Alcuni consigli:

  • se andate dalla parte canadese, preoccupatevi di avere tutti i documenti con voi, passaporto, eventuale visto, DS 2019 (se visto J1), altrimenti fate come me che si è dimenticato proprio l’ultimo documento e rischiava di dormire in gatta buia per qualche notte;
  • se andate dalla parte canadese, assicuratevi di avere con voi almeno due quarter (25 cent) canadesi, perchè altrimenti arrivati al varco le macchinette vi propongono un cambio allucinante e non funzionano mai;
  • andate dalla parte canadese, lo spettacolo è garantito;
  • le attrazioni sono carine e ben fatte. La fila si smaltisce in fretta al mattino, ma non aspettate il pomeriggio altrimenti diventa un inferno. Maid of the Mist è un grande classico…vi portano con una barca ad assaggiare un pò di acqua polverizzata vicino vicino alle cascate; Journey behind the Falls è uno spettacolo…l’acqua vi sbatte in faccia e il percorso raggiunge punti meravigliosi (vedi foto);
  • la sera, con le cascate illuminate e colorate, vale un giretto veloce e due foto.

Insomma, esperienza positiva, viaggio lungo ma forse, per una volta, ne vale la pena. Mi aspettavo uno spettacolo più maestoso e imponente ma va bene così…madre natura sta facendo anche troppo…

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Previously on Jannessinho…

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Lo so…abbandonarvi così non è da vero e proprio gentleman…e nemmeno da furbo del web 2.0 dal momento che i miei “ascolti” sono calati di circa il 70%…comprensibile dal momento che è circa 50 giorni che non scrivo più una riga. Perchè? Cos’è successo? C’è qualcuno che mi ha scritto: “per fortuna ti seguo su twitter, altrimenti pensavo fossi morto”; un mio amico/lettore mi ha segnalato di essere ancora tra i suoi preferiti 4 ma molto…molto vicino all’esclusione; altri invece (vi controllo nelle statistiche e vi adoro) imperterriti a visitare il blog e vedere se la foglia si muove…

…beh…il ritorno non è stato facile…anzi questa volta un vero e proprio casino. A parte il piatto di tortellini made in mamma alle 4 del pomeriggio della domenica di ritorno (nota positiva), ho dovuto sistemare tutto in fretta e furia e partire per Como (Cernobbio precisamente) a una conferenza e visite di lavoro varie. Poi a metà settimana torno verso casa e faccio tappa ad un altro congresso (qui avevo pure una presentazione orale). Poi Octoberfest. Poi mi ammalo. Poi paper scientifico da scrivere. Poi due deadline per bandi regionali. Poi si spacca il pc. Poi bestemmio. Poi b$st$mmio. P%i b$st$mmi%. P%& b$st$mm&% ….e mi annichilisco sotto un loop negativo (in quanto ingegnere avrei dovuto dire positivo…ma poi non tutti l’avrebbero capita) dal quale penso di esserne uscito solo ora…più o meno…o forse no.

Ritorno a scrivere su una tastiera diversa (Sony VAIO nuovo di pacca…basta Toshiba!), da un luogo diverso (una Cesena vecchia di pacca…basta NYC! ) con la consapevolezza di chi ha respirato, fino a poco tempo fa, l’aria della città più bella al mondo. E’ sì, perchè come diceva un giovane avvocato del trentino incontrato fuori dal Radio City Music Hall (diciamo sulla 53esima?): “New York è una città fantastica, che ti da tutto, ma ti prende anche tutto…tempo, vita, soldi…tutto. Ma se ci sei devi vivere così, altrimenti è meglio che te ne torni a casa…”…beh quelle parole mi risultano ora più giuste che mai. New York si è presa tutti i miei risparmi (tra ristoranti, noleggi, treno, metro, shopping e clubbing), si è presa il mio tempo (ho passato tante di quelle ore in giro a camminare e osservare cose che non me lo sarei mai aspettato da uno come me), e infine si è presa la mia vita e l’ha fatta particolare…inaspettata. Quante volte mi sono trovato a camminare verso Grand Central e sovrapporre ciò che vedevo (la 42esima dalla seconda fino al ponte con la Park la so ormai a memoria…vero Tonno?), con le immagini di quando ero piccolo: il bar da Gambin, il campo sportivo dei Tigli, le giornate passate al fiume…insomma…chi l’avrebbe mai pensato che alla fine sarei finito, anche solo per un periodo, al centro di questo fottuto mondo! ”E allora perché sei così melanconico?” dite voi “In fondo sono tutte cose carine quelle descritte”. E’ vero…però poi c’è il rovescio della medaglia…c’è che poi a New York non ci si torna più, c’è che l’Italia non cambia mai, c’è che stare via ti cambia sempre di qualcosa…quella botta alla botte che non è stata però anticipata dalla botta al cerchio!

Un’estate caratterizzata dalle amicizie all’italiana…ma di quelle genuine, sane…fatte di gente che ha qualcosa di nuovo da dirti, non banale, divertenti (non a caso eravamo un pò tutti provinciali o anche meno: Mercato Saraceno, Gaeta, Lanciano, Russi, Empoli…) e con cui hai voglia di condividere tanto. Beh…non ho mai ringraziato più di tanto in questo blog, ma a questo punto mi sento un pò in dovere per tutto quello che mi hanno dato:

  • Graz, per i numerosi inviti e tutte le volte che mi ha fatto entrare gratis dovunque…non dimenticherò mai la drink regalata alle 4:30 di mattino all’avenue finita in coca e rum in tuo onore;
  • Marco M, per la simpatia e per quella attraversata di New York a piedi alle 2 del mattino in cui abbiamo “parlato ad occhi aperti” di tantissimi progetti;
  • Fra, per gli “effetti speciali” se fosse un titolo di coda ;)
  • Marchino G, per la classe nel gioco del calcio e a beer pong;
  • Nico, per la carica e la simpatia che solo un sardo purosangue come lui possono dare;
  • Filo, perchè è Filo…e non lo vorrei diversamente. Romagnolo purosangue come me…non c’è nient’altro da aggiungere;
  • Ho dimenticato qualcuno? beh…senza di lui non finiva questo post…eh sì perché Tonno c’ha messo ben 5 minuti netti a capire che io e lui potevamo andare d’accordo e avere una speranza di diventare amici la prima volta che ci siamo incontrati. Irascibile, testardo, impulsivo…ma sopratutto incredibilmente buono, geniale, sorprendente. Con lui ho vissuto momenti indimenticabili, dalle cene sul rooftop con vista Empire e Chrysler Building alle cazzate dette col Perretti, dal sangue sulla mia camicia alle canzoni del Liga cantate a squarciagola alle 4 del mattino. Un gran ragazzo…non so perché ma lo considero un vero amico!

Spero di non perderli mai di vista anche se so che molti di loro sarà difficile rivederli ancora…le solite dinamiche dominanti che ritornato. Spero di aver dato a tutti loro abbastanza o almeno di non averli annoiati. E spero anche di non aver annoiato voi…con questa chiosa arrivata un bel pò in ritardo e forse con poco senso per molti…ma me l’ero ripromesso e non potevo lasciare tutto in sospeso…

….e comunque ora si ricomincia con il post semiquotidiano…ho ancora qualcosa da dire circa l’esperienza di quest’estate ma poi, una volta esauriti i post “americani” vediamo un pò cosa raccontare…

….magari…che ho imparato a sognare!

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Mamma butta la pasta! (3)

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Cheers from JFK!

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Tri-State Tournament (alias cazzo abbiamo perso!!!)

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Nonostante abbiamo perso 2 partite su 3 (la prima del girone e la finale) non cambierei mai nulla di questa squadra fatta di fenomeni e personaggi unici. Il racconto della partita è qua grazie al mitico Graziano, che oltre ad un gran presidente si è dimostrato un onesto commentatore. Io, malgrado l’impegno,  mi sono beccato un 5, meritatissimo dal momento che dietro ho cappellato sul secondo goal (prima partita) e in mezzo non ho inciso più di tanto (anche se palla piena sempre!). Sarà stata l’emozione, il caldo o forse qualche chilo di troppo messo su in questi mesi americani…cazzo!

Comunque…tirando le somme…giornata memorabile scandita da minimo 20 bottigliette di Gatorade + una dozzina d’acqua tracannate alla velocità della luce, aperitivo a base di risotto d’asparagi, pesce fritto e Corona, e cena con Lasagna e racconti deliranti da parte degli “atleti”.

Per i più stoici post-serata al Beauty Bar…ma questa è un’altra storia…

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Going out: Tonic

Tonic: 3rd av, 27th st

Uno dei bar che preferisco, primo perchè giace sulla 3rd avenue (la mia preferita); secondo perchè mi piacciono i bar stile americano con tanti schermi per le partite, bancone largo, una vasta scelta di birre alla spina e musica commerciale ad alto volume; terzo perchè senza neanche farlo apposta, è lo stesso locale in cui ho passato la serata post Italia – Germania in quel lontano 4 Luglio di 3 anni fa (…come passa il tempo…e come è piccola Manhattan!!!).

Serata popolata il Sabato, più tranquilla il Venerdì. Di solito, come tutti gli american bar che si rispettino, c’è un pre-serata all’insegna dello sport (baseball e football americano per lo più) e cibo (bello carico per lo più) e un dopo serata destinato alle danze. Insomma..niente da far strappare i capelli, ma un posto di quelli in cui puoi andare a qualsiasi ora e trovi sempre gente e intrattenimenti vari.

Caldamente consigliato…sorpatutto per chi viene a New York in vacanza e vuole evitare il classico club all’Europea ed esperienziare un pò di vero USA!

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Going out: Beauty Bar

Beauty Bar: 2nd avenue e 14th st

Tipico locale da East Village dove il trash, il trasgressivo, l’easy going e a volte lo sfigato si incontrano per creare una serata che ha sempre il suo perchè. Beauty Bar pur essendo ai marigni del quartiere, diciamo in quello che non è ancora considerato proprio East Village,  ne racchiude tutta l’essenza: Bar perchè si può bere un pò quello che si vuole (buona scelta di birre alla spina), Beauty perchè l’arredamento è stile salone di bellezza anni 70; caschi giganteschi per la permanente, scatole di prodotti mitici ma ormai trapassati, bottigliette di profumo vuote ovunque. Un posto veramente caratteristico, dove durante la settimana, puoi veramente farti fare una manicure oppure pettinare mentre sorseggi una Tequila.

Consiglio: bello da frequentare durante la settimana, io lo eviterei venerdì e sabato sera quando un’orda di studentelli della NYU (New York University) lo popolano con sudore e quant’altro.

Strano ma bello…

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Gusto: Lombardi’s

La Lonely Planet da Grimaldi’s come la migliore pizza di NYC…io invece vi consiglio Lombardi’s per 3 validi motivi:

  1. E’ a Soho (Manhattan) e non a Brooklyn…quindi meno strippo se siete in vacanza e sicuramente location più carina;
  2. Da Lombardi’s male che ti vada aspettate mezz’ora…da Grimaldi’s mediamente un’oretta (secondo me effetto Lonely Planet);
  3. Oltre alla pizza Lombardi’s offre un’ottima caprese e delle bruschette da fare paura…non ho visto niente di simile nell’altro.

Inoltre non si spende tanto per mangiare…il prezzo sale se si prende da bere (caraffa di birra 30$). Buona anche la sangria (28$ alla caraffa).

Per la pizza nella Grande Mela…aggiudicato…

P.S.

Per chi dovesse capirare in quel di Ossining (WestChester, NY) consiglio vivamenten Nonni’s pizza (io me la faccio portare a casa almeno una volta a settimana) oppure Lucy’s.

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Going out: Kiss & Fly

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Kiss and Fly: 13th st, between 9th avenue and Washington st, NYC

In una di quelle serate in cui non hai una proprio gran voglia di uscire, mi faccio comunque convincere da alcuni colleghi di lavoro ad andare a questa festa di beneficienza in barca sull’Hudson con partenza dal Pier 40 Chelsea (Manhattan). Un pò di fretta e un pò lunghi raggiungiamo il porto e ci mettiamo in fila per entrare sulla barca. Fatto sta che a un metro dall’ingresso, la simpatica organizzatrice annuncia che non c’è più posto e che ce ne dobbiamo tornare a casa. Piano B? Beh praticamente no..in quanto con infradito e polo entro alla festa sul barcone ma non in quel del MeatPacking District dove si teneva un altro evento di beneficienza ma di tutt’altro spessore e tenore.

La location: Kiss and Fly; il vestiario: tacchia alti per lei, camicia e cravatta per lui; telecamere all’ingresso e pubblicità di gioielli dentro. Beh..non ci crederete ma in un modo o nell’altro ce l’ho fatta ad imbucarmi…a volte credo che noi italiani abbiamo più connessioni di qualsiasi autoctono dopo appena qualche settimana che viviamo in qualsiasi luogo. Dentro spettacolo: bar libero per un’ora (record di martini al bancone) e tavolo con bottiglione di vodka e succhi vari, degustazione di tartine disgustose e un’asiatica con la febbre si SanVito che suonava il violino a suon di questo oppure questo (vedi foto). P.S. Qualcuno sa come si chiama? (dicono sia famosa)

Non so che dire…ma a NYC capita anche questo…

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Il giorno dello Screening

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E’ capitato così per caso che la mitica Commissione Giovani NY abbia organizzato il cosiddetto “Tri-State tournament”, praticamente si tratta di un triangolare di calcio tra italiani (veri..tipo io) e italo-americani che vivono/lavorano a New York, nel New Jersey e in Pennsylvania. Destino vuole che il torneo ci sia il 5 di Settembre, qualche giorno prima della mia partenza e che quindi, sempre se il destino avesse voluto, anch’io potessi partecipare. Insomma…mi iscrivo…e vedo che siamo in tanti. Il mister dice che deve selezionare i 12 giocatori che prenderanno parte al torneo (si gioca in formazione di 9 contro 9). La selezione (screening) è di Domenica, al Pier 40 Chelsea (Manhattan).

Mi presento in orario con maglietta bianca (del Milan) e nera (random) e per fortuna vengo messo nel gruppo dei bianchi così posso indossare la numero 10 della “pantera” Seedorf e al tempo stesso percepire tutta l’inimicizia da parte degli interisti accorsi numerosi e “casualmente” finiti tutti nella squadra opposta. Incomincio la partita dietro ma poi per la presenza numerosa di difensori finisco per giocare davanti alla difesa. Non segno, mi mangio 2 goal di testa e la mia squadra perde 7-5. Pensavo che il livello fosse terra terra… e invece si sono visti tocchi e giocate degne di una o due categorie. Si è poi saputo che uno (la punta contro) ha fatto, tanto tempo fa, 7′ in A con il Torino, e che qualcun altro ha giocato qualche anno nei Dilettanti..ma niente di più.

Risultato finale: esco con un 7 in pagella, vengo selezionato, scelgo il numero 14 ovviamente, faccio le valigie..e mi preparo per il 5…a Hoboken (in casa di quelli del New Jersey!!!)

Che spettacolo….

P.S.

Qui le pagelle: link

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